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Tari, mazzata sulle famiglie: aumenti sino a 300 euro

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PARTINICO. Famiglie pronte alla mazzata. I rincari, deliberati oggi nel corso di una seduta fiume dal consiglio comunale, saranno da 30 euro per un nucleo familiare composto da 2 unità e arrivano a 340 euro per 6 componenti.

Oggi scadeva la seconda rata, a fine novembre arriverà l’ulteriore 20 per cento da pagare con riferimento alle bollette dello scorso anno. Poi, a febbraio 2015, ci sarà il conguaglio in cui dovranno essere invece pagati i rincari.

Ad esultare soltanto gli studi professionali, le case di cura e le banche che addirittura pagheranno anche qualcosa meno rispetto allo scorso anno. Ortofrutta, pescherie, fiorai e locali con pizza da asporto dovranno pagare la tariffa più salata: ben 16,91 euro metro quadrato; seguono ristoranti, pizzerie, pub e trattorie che invece dovranno corrispondere 13 euro a metro quadrato; appena 19 centesimi meno invece per banchi di mercato e alimentari. Bar e pasticcerie dovranno sborsare 9,78 euro a metro quadro. Per negozi di abbigliamento, calzature, librerie, cartolerie e ferramenta gli aumenti non ci saranno sostanzialmente (3,28 euro a metro quadrato).

Un solo emendamento è stato votato (a parte un altro di natura tecnica, ndr) presentato dai consiglieri Maria Grazia Motisi e Francesco Di Trapani, che però inciderà sulla Tari del 2015: lo sgravio del 30 per cento in bolletta sarà garantito a chi avrà cassonetti ad un chilometro di distanza e non più a un chilometro e mezzo.

A queste tariffe ci si arriva per effetto di un introito previsto di 5,5 milioni di euro: non è stato quindi riconosciuto, come stabilito dalla giunta, l’aumento richiesto dall’Ato rifiuti che ammontava a 6,8 milioni di euro. “Non si capisce perché lo scorso anno – afferma il consigliere Totò Rappa – quando avevamo sollecitato di non riconoscere le somme richieste dall’Ato ci fu detto che era impossibile, ora però che viene proposto direttamente dalla giunta tale manovra risulta essere possibile”.

“La preoccupazione – aggiunge il consigliere Michele Chimenti – è che le somme non riconosciute andranno in contenzioso e diverranno debiti fuori bilancio che pagheranno i cittadini con gli interessi”. “Sono stati contestati all’Ato dei disservizi – replica il presidente del consiglio Filippo Aiello – e ci auguriamo che in sede giudiziaria sarà tenuto conto dell’evidenza dei fatti. Noi siamo sicuri della bontà del lavoro portato avanti”.

Tari, mazzata sulle famiglie: aumenti sino a 300 euro ultima modifica: 2014-09-30T18:31:34+00:00 da Redazione

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