L’imprenditore antiracket di Partinico Giovanni Amato ancora vittima di furti

Amato Giovanni

Torna ad essere preso di mira dai furti e danneggiamenti a raffica l’imprenditore partinicese antiracket Giovanni Amato (nella foto). In questi giorni, per ben quattro volte nell’arco di brevissimo tempo, ha subito ben quattro furti nel cantiere di Sciacca dove sta realizzando un’opera edile.

I carabinieri hanno arrestato il pregiudicato Calogero Dimino ritenuto l’autore di almeno uno di questi furti anche se gli inquirenti sono convinti che anche le incursioni precedenti potrebbero essere opera sua. Amato, 40 anni, è un imprenditore edile con un passato ed un presente di quelli che lasciano il segno per la vita. Il padre Giuseppe, anche lui imprenditore edile, ha scontato una condanna a due anni di carcere per mafia.

Poi proprio con il figlio ha deciso di voler cambiare vita, di uscire dal giro di Cosa nostra tanto da passare dall’altra parte della barricata e di essere tra i fondatori dell’associazione antiracket “LiberJato”. Decisione che difficilmente viene perdonata nel mondo del malaffare. Ancor di più se poi testimoni proprio contro gli uomini della cosca in processi di mafia. La storia è di quelle dai contorni davvero inquietanti che oggi si fa sempre più a tinte fosche.

Nell’agosto scorso Giovanni Amato ha presentato ancora una volta denuncia per il furto subito al cantiere di Palermo, dove per conto del Comune stava portando avanti un appalto in una palazzina nel quartiere popolare della “Vucciria” con la sua impresa “Girosa Costruzioni srl”. Anche in questo caso è stato vittima di diversi furti in serie e qui non si è mai riusciti a risalire agli autori.

Giovanni Amato è tra gli attivisti più in evidenza dell’associazione antiracket e non fa nulla per nasconderlo, tanto che recentemente è stato anche eletto vicepresidente. In ogni cantiere installa all’esterno un cartello ben visibile che riporta la dicitura: “Patto antiracket dei cantieri edili”. Si tratta di un’intesa che prevede tutta una serie di azioni di cui l’impresa si fa carico per respingere ogni tipo di infiltrazione o condizionamento della criminalità organizzata.

Non è la prima volta che l’imprenditore finisce nel mirino del malaffare. Nel 2013 lui e il padre furono destinatari di una lettera di minacce, recapitata in casa dello stesso Giovanni Amato: “Amato state attenti, vi facciamo saltare in aria” è lo scarno testo della missiva che risultava essere stata inviata da Palermo con la posta ordinaria. Missiva non casuale: infatti gli fu inviata pochi giorni dopo aver denunciato gli esattori del pizzo della famiglia mafiosa Vitale.

Contro di loro Amato si è anche costituito parte civile dopo esser stato vittima di attentati incendiari. In particolare gli imprenditori partinicesi hanno testimoniato al processo contro Alfonso Bommarito, arrestato nell’operazione “The End” del dicembre 2011 e ritenuto estorsore dei Vitale. Il nome di Giovanni Amato, nell’agosto del 2012, era stato fatto in un’altra lettera di minacce recapitata, questa volta, all’allora presidente dell’associazione antiracket Francesco Billeci.

L’imprenditore antiracket di Partinico Giovanni Amato ancora vittima di furti ultima modifica: 2017-03-31T07:34:44+00:00 da Michele Giuliano

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