Salvatore Giuliano “non era un bandito ma un uomo di Cosa nostra”: le rivelazioni di uno storico

Giuliano Salvatore

“Salvatore Giuliano (nella foto) era un mafioso a tutti gli effetti, oggi un qualsiasi giudice, anche quello più garantista, non avrebbe alcun problema a condannarlo al 41 bis”. Parole dello storico Francesco Petrotta riportate sul Giornale di Sicilia di oggi e che in qualche modo tracciano un’altra fisionomia del bandito monteleprino che sino ad oggi nessuno aveva accostato a Cosa nostra.

Petrotta fa riferimento ad una serie di documentazioni e ricostruzioni storiche: nell’archivio dei servizi segreti americani sarebbero raccolte testimonianze e circostanze in cui la figura di Giuliano viene accostata per l’appunto alla mafia. Lo storico cita dichiarazioni di pentiti e testimonianze che sarebbero ritenute assolutamente attendibili. Addirittura viene disvelato un episodio sino ad oggi abbastanza inedito.

A raccontarlo Emanuele Brusca, figlio del super boss Bernardo di San Giuseppe Jato, il quale avrebbe sostenuto che il padre avrebbe ucciso Nitto Minasola nel 1960. Secondo quanto riferito l’omicidio fu ordinato perchè la vittima avrebbe tradito Giuliano e avrebbe cospirato contro di lui.

Poi pare che lo stesso braccio destro di Giuliano, Gaspare Pisciotta, avrebbe anche rivelato prima di morire che “Giuliano era stato battezzato secondo i riti della mafia”.

Salvatore Giuliano “non era un bandito ma un uomo di Cosa nostra”: le rivelazioni di uno storico ultima modifica: 2017-04-18T10:00:25+00:00 da Michele Giuliano

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